Tu sai di essere un lavoratore?

artigianatoSecondo la visione comune, al termine artigiano spesso si associa la figura di un anziano che compie un antico mestiere, con le mani consumate dal tempo e dalla fatica. Invece, nella realtà, il termine si riferisce ad una categoria ben più ampia, che comprende tutti quegli artisti esperti che lavorano le materie prime per renderle oggetti unici nel loro genere. I famosi antichi mestieri persistono (per fortuna, aggiungeremo), ma ad essi si aggiungono quelli sorti nel nuovo millennio: le esigenze mutevoli della società hanno portato alla nascita di nuove figure in grado di soddisfare i bisogni più disparati, siano essi di vitale importanza o banali vezzi. Con il settore dei servizi in rapida espansione, però, diventa sempre più difficile classificare un lavoro e farlo valere come tale; questo soprattutto dinanzi a chi è ancora convinto che lavoratore è sinonimo o di operaio, o di impiegato o di dirigente d’azienda. Oggi sono la minoranza, ma è ugualmente difficile far capire loro che il nostro non è un hobby ma è un’attività che si svolge con l’obiettivo di esser retribuiti, alla pari di un qualsiasi altro professionista.

 

“Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista.”

Le citazioni famose piacciono a tutti e, se provengono dalla bocca di San Francesco, hanno un ulteriore valore aggiunto. Però, nel pratico, qualsiasi artigiano si è sentito dire almeno una volta nella vita “Che bella la tua arte… Ma quindi, che lavoro fai per vivere?”. Ma non disperate! Dirimpetto c’è chi apprezza il lavoro manuale, sorto dalla fantasia di un’artista e privo dell’intervento meccanizzato della tecnologia. Grazie a queste figure evitiamo la standardizzazione totale e, spesso, possiamo usufruire di prodotti di una maggior qualità. Il segreto sta nel confezionare ogni prodotto singolarmente, dedicando ad ogni pezzo una maggior attenzione e correggendo i potenziali difetti sorti (che una macchina non noterebbe). Tra di loro rientra chi manipola legno, ferro, pelle, ceramica, vetro e simili, chi trasforma le materie prime alimentari in gustose prelibatezze (ed opere artistiche), chi cuce abiti su misura o disegnati di proprio pugno, chi confeziona bomboniere e oggettistica varia, ma anche scultori, pittori, orafi, gioiellieri, calzolai, liutai e chi più ne ha più ne metta. Questo è il motivo per cui il Made in Italy è apprezzato in tutto il mondo e dobbiamo impegnarci a mantenerlo vivo.

 

Lavorare al sicuro

Ma in che modo si può tutelare un artigiano che fa fatica a farsi riconoscere come lavoratore? C’è chi pensa sia una fortuna svolgere un’attività piacevole e non si ha bisogno di alcuna protezione, ma non è così. Basta pensare ai falegnami che maneggiano attrezzi pericolosi, o ai fabbri che “giocano” con il fuoco, senza dimenticare i sarti con aghi e forbici e i cuochi con coltelli e forni. Ogni settore è dotato della giusta protezione legislativa in base all’oggetto del proprio lavoro e, in aggiunta, esistono sindacati ed associazioni che danno man forte. Ma il primo passo deve farlo l’artigiano stesso, dichiarando l’attività che svolge e mettendosi in regola con la partita IVA. E’ pur vero che le botteghine all’interno dei borghi sono davvero graziose e scenografiche, ma pur volendo mantenere un clima antico ed immortale, non bisogna mai perder di vista la sicurezza personale.

Noi di Centro Sicurezza Lavoratori sappiamo bene che è più facile quando dipendiamo da qualcuno che ci indica le linee guida per la nostra tutela, ma anche in autonomia possiamo intervenire per mettere in sicurezza il nostro lavoro.

Se non sai come fare contattaci per una consulenza, studieremo insieme il modo migliore per ridurre al minimo i rischi della tua attività artigianale.

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